
Vita
Oscar Wilde nasce a Dublino nel 1854 in una famiglia colta e anticonformista. Il padre, William, è un chirurgo di fama internazionale, considerato il fondatore dell’otologia moderna, ma incline all’alcol e alle passioni eccentriche. La madre, Jane Francesca Elgee, scrittrice e poetessa, è una fervente nazionalista irlandese. Fin da giovane Wilde cresce in un ambiente intellettualmente stimolante.
Studia a Oxford, dove segue le lezioni di John Ruskin e Walter Pater, dai quali assimila l’ideale estetico dell’“arte per l’arte”. Dotato di spirito brillante e personalità eccentrica, diventa presto protagonista dei salotti londinesi e parigini, dove coltiva la sua immagine di dandy.
Nel 1884 sposa Constance Lloyd, da cui ha due figli, ma il matrimonio si incrina presto. Nel 1888 pubblica The Happy Prince, favole che mostrano il suo lato lirico e sentimentale. A Londra e a Parigi ottiene grande fama come scrittore e drammaturgo, ma la relazione con Lord Alfred Douglas segna la sua rovina. Il processo intentato dal marchese di Queensberry lo porta a una condanna per omosessualità a due anni di lavori forzati.
Durante la detenzione scrive De profundis, pubblicata solo nel 1905, e poco dopo la liberazione compone The Ballad of Reading Gaol (1898). Costretto all’esilio, si trasferisce a Parigi sotto il nome di Sebastian Melmoth, dove muore in miseria nel 1900, dopo essersi convertito al cattolicesimo.
Opere
Wilde si distingue in vari generi letterari:
Narrativa e racconti: The Happy Prince (1888), Lord Arthur Savile’s Crime and Other Stories (1891).
Saggi e riflessioni: Intentions (1891), The Soul of Man under Socialism (1891).
Romanzo: The Picture of Dorian Gray (1891), il suo capolavoro, considerato un manifesto del decadentismo inglese.
Teatro: Salomé (1896), Lady Windermere’s Fan (1892), A Woman of No Importance (1893), An Ideal Husband (1895), The Importance of Being Earnest (1895).
Poesia e scritti carcerari: The Ballad of Reading Gaol (1898), De profundis (1905, postumo).
Profilo critico
Oscar Wilde è tra le figure più emblematiche del decadentismo europeo. Alla base della sua concezione letteraria vi è il principio dell’“arte per l’arte”, ereditato da Pater: l’arte non deve rispondere a finalità morali o sociali, ma soltanto creare bellezza.
La sua scrittura unisce humour brillante, gusto per il paradosso e arguzia aforistica. Nelle commedie Wilde gioca con l’assurdo e il nonsenso, coniugando eleganza formale e critica sociale corrosiva. Il suo romanzo The Picture of Dorian Gray è la perfetta incarnazione dell’eroe decadente: un giovane che sacrifica la propria anima alla ricerca della bellezza e del piacere, in un racconto che riflette anche le inquietudini autobiografiche dell’autore.
Con The Ballad of Reading Gaol, invece, Wilde abbandona l’estetismo per dar voce alla sofferenza e alla denuncia sociale, rivelando una profondità drammatica inedita. La parabola della sua vita – dal successo travolgente alla rovina giudiziaria – è diventata parte integrante della sua leggenda, facendo di lui non solo uno scrittore ma un simbolo del conflitto tra genio, trasgressione e società vittoriana.
Riferimenti bibliografici:
Daiches, D. Storia della letteratura inglese, Milano,
Garzanti, 1983
Guglielmino, S. Guida al Novecento, Milano, Principato
Editore, 1971
Storia della letteratura inglese (in CD-ROM), Milano,
Gruppo Editoriale L'Espresso SpA, 2000